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Il GooglePhone: HTC Magic, la recensione del vanz

July 21st, 2009 by vanz

 [Update: Mi è stato implicitamente suggerito di dichiarare come ho ottenuto il telefono, e visti i tempi che corrono mi sembra opportuno. L’ho comprato, coi miei soldi, 400 sudati euri sull’unghia, su eprice. Fattura eventualmente a disposizione.]

Prima di qualunque considerazione c’è un assunto che bisogna tenere presente: se la giocano Android e iPhone. Non c’è nessun altro sistema operativo al mondo che sia in grado di competere con le piattaforme mobili di Apple e Google. Symbian è stato ucciso dall’incapacità di Nokia di comprendere l’evoluzione del mercato, e Windows Mobile è nato e cresciuto in Crashlandia. Ma non staremo a infierire su WinMo: la Domanda è se sia meglio iPhone o HTC Magic.

Componenti e prezzo
Iniziamo subito dicendo che dal punto di vista componentistica e hardware HTC è probabilmente inferiore a iPhone (ma costa anche dai 2 ai 300 euro in meno). La fotocamera non è un granché e la batteria ha una durata irrisoria (anche se costa dieci dollari su ebay e la si può sostiture al volo con una fresca, cosa che iPhone non consente). L’aspetto però è piuttosto solido, il display di buona qualità, luminoso e con colori brillanti, e l’apparecchio è leggero ma solido, decisamente adeguato a un uso intensivo (per non parlare di molto più gradevole alla vista di quanto ci si aspetti normalmente da un HTC).

Batteria e autonomia
La batteria, soprattutto all’inizio, dura davvero poco. E’ un telefono che chiaramente non è stato progettato per un uso intensivo di GPS, Wifi o connessione UMTS, e se se ne vogliono sfruttare tutte le caratteristiche la doppia batteria è d’obbligo. Fortunatamente la batteria sostituibile e il fatto che si ricarichi via USB e non tramite cavo proprietario lo rende abbastanza versatile. Dopo qualche tempo la batteria acquisisce una vita più lunga, ma la sua durata è certamente il tallone d’Achille dell’intero telefono.

Voce
Pur non avendo componenti di qualità eccelsa, sia l’altoparlante da orecchio che quello esterno garantiscono una qualità sonora rispettabile e consentono di colloquiare tranquillamente anche in viva voce. A differenza di tutti gli ultimi Nokia che ho avuto, finalmente un telefono in cui si sente forte e chiaro.

Storage e musica
Il Magic usa una microSD espandibile fino a 32GB, il che lo rende una soluzione versatile per la musica a prezzi di storage contenuti. Naturalmente la gestione dei brani musicali si avvale di un player molto meno sofisticato di iTunes (e molto meno pesante). Il fatto che Android sia open però lascia la strada aperta a tutta una serie di possibili evoluzioni sul versante musicale. Il Magic usa la connessione USB anche per gli auricolari (il che non consente di usare auricolari esterni di qualità) ma vista la durata della batteria sconsiglierei comunque di usarlo al posto di un iPod.

Tastiera
Era il mio timore principale: abituato alle tastiere fisiche, l’idea di rinunciarvi e il timore di tastiere software imprecise e inusabili era quasi intollerabile (è la ragione per cui ho atteso tutto questo tempo). Se è vero che la tastiera software del Magic non mi consente di digitare velocemente coi due pollici come facevo col Nokia E61i, è anche vero che si comporta dignitosamente e con un po’ di pratica, educandola al proprio modo di digitare, consente di lavorarci senza enormi problemi. E’ comunque un handicap: i tasti vicini al margine dello schermo sono difficili da pigiare, e questo è un difetto che si sente. Nel complesso non ci si trova subito a proprio agio, ma dopo un po’ di pratica un breve post è fattibile (il dizionario e i suggerimenti automatici sono di grande aiuto e funzionano bene). Ottima GUI, ottima esperienza, usabilità e accesso alle funzioni importanti anche in italiano. Ancora una volta sono i software sviluppati dalla community a fare la differenza: si possono scaricare tastiere custom di tutti i tipi. Nel complesso, la tastiera software è un compromesso, sì.

Open VS closed
La ragione principale per cui ho scelto Android su Apple è che mi aspetto grandi cose - soprattutto grandi libertà - dalla community degli sviluppatori, mentre con un sistema chiuso e controllato come OSX Apple può (e lo fa) gestire in modo autoritario la piattaforma, vietando sviluppi e applicazioni promettenti a causa di scelte commerciali, protezionistiche o semplicemente stupide.  Nel 2009 i walled garden non sono più tollerabili: Android diventa quindi anche una scelta politica o - come minimo - di ecologia della rete.

Integrazione con i servizi Google
Naturalmente è l’argomento centrale e punto forte della piattaforma: l’implementazione di Gmail, Google maps  - anche le mappe personalizzate, utilissime - Picasa e Calendar è praticamente perfetta (e sì, superiore a quella su iPhone, ché in Google mica son scemi). Usarli è un godimento, la sincronizzazione dei contatti dalla rubrica di gmail totalmente invisibile: tutto è automatico e immediatamente accessibile. E sono in arrivo, si spera, anche Google Wave e Google Voice (l’integrazione con Gvoice sarà spettacolare, davvero non vedo l’ora).

Software e interfacce
Le interfacce sono il secondo punto forte della piattaforma. Nelle piattaforme per computer, Win* è sempre stato poco usabile e Linux carente quanto ad accessibilità delle interfacce utente. Oggi il predominio delle mitiche interfacce grafiche e usabilità di Apple è finalmente messo in discussione. Android è progettato con la massima attenzione alla user experience, disegnato in modo da tenere tutte le funzioni e applicazioni al minimo numero possibile di clic di distanza senza mai fare compromessi di usabilità, senza mai finire in un vicolo cieco o non avere accesso alle funzioni contestualmente utili. Questo senza entrare nel discorso delle possibilità che si aprono a chi, esperto di Linux/GNU Unix, volesse accedere al sistema operativo in modalità testuale, attraverso un accesso di Root che su un iPhone rappresenterebbe una violazione (jailbreaking) sanzionabile sia dal produttore che dall’operatore. Qui sembra essere tutto MOLTO più libero, per lo smanettone.

Multitasking
Un punto su cui iPhone cade(va?) era la scelta di non consentire di tenere aperta più di un’applicazione, per salvaguardare la qualità del servizio (molte app aperte rallentano troppo Mac OSX per i gusti di Apple). Android non ha problemi simili (le app pesano poche decine di Kb e non si percepiscono mai rallentamenti o crash) per cui Android fa la scelta opposta: qualunque software apri resta aperto in background e sempre immediatamente disponibile, anche se in effetti lo startup delle applicazioni non richiede mai più di 2 secondi (un sogno, per l’utente Symbian o Win*). Sull’Android Market ci sono diverse app gratuite per la gestione dei task aperti in background: io uso TasKiller (più per questioni di ordine mentale che per reale necessità: troppe applicazioni aperte non sembrano rallentare affatto la CPU).
Insomma, velocissimo, stabilissimo: esattamente quello che ci si aspetta da un sistema operativo Linux-based. Un altro mondo rispetto alla lentezza congenita di Symbian e a Windows Mobile,  lento, macchinoso e in continuo crash.

Android Market
l’iTunes store di Google è naturalmente meno ricco di scelte (anche se ci sono centinaia se non migliaia di software gratuiti a disposizione), ma è una delle cose che promettono di crescere più in fretta: è inevitabile che nascano sempre più applicazioni che, grazie al fatto di partire su un sistema open, si troveranno a competere seriamente con Apple (già lo fanno: il metal detector, che usa la bussola interna del Magic, non è disponibile su OSX, e la presenza di un GPS vero è competitiva anche grazie alle tante applicazioni che lo sfruttano).

Per chi è
Per chi usa molto intensamente i servizi Google e vuole la migliore esperienza possibile in mobilità. Android è decisamente la scelta migliore per chi usa più i servizi software in the cloud che quelli basati su installazione locale.
Per chi vuole la massima libertà e il massimo possibile delle scelte - anche quelle discutibili - senza dover subire le limitazioni imposte oggi  e che saranno imposte domani da Apple.
Per chi crede e vuole incoraggiare il software libero senza dover rinunciare minimamente a usabilità e interfacce (sono convinto che come GUI e user experience Android è già all’altezza di OSX).

Per chi non è
Per chi non vuole rinunciare all’estetica Apple.
Per chi tiene alla massima integrazione con iTunes, iPhoto e gli altri software “locali” Apple (MobileMe non mi pare stia avendo sto successone),
Per chi usa solo Apple per questioni religiose.

Conclusione
La tastiera è un po’ noiosa (anche su iPhone, peraltro) e la batteria decisamente inadeguata, ma - a parità di usabilità e user experience - per avere sempre con me l’accesso ai miei dati online preferisco usare una batteria di riserva che tenere in tasca un telefono più grosso e pesante, che dipende per molte cose (la ricarica, per esempio) dalla presenza di un portatile, e col quale non posso fare altro che quello che mi consente il produttore. L’integrazione con i servizi Google è, come dicono gli inglesi, seamless. E ciò può solo migliorare.

Quindi, HTC Magic promosso: non solo è l’unica alternativa a iPhone, non solo costa 200 euro di meno, ma credo proprio di preferirlo, filosoficamente.

Posted in Android, Cellulari | 15 Comments

WD TV: i file video sul TV di casa

February 12th, 2009 by vanz

Dopo la catastrofe del Silverscreen Lacie, equipaggiato di un processore talmente insufficiente da renderlo inutilizzabile, mi sono un po’ sbattuto per cercare una soluzione per vedere le serie TV sul televisore di casa. La dritta me l’ha data Christian, segnalandomi questo WD TV Western Digital, soluzione ragionevolmente elegante e in teoria scalabile che dovrebbe durarmi qualche anno.

In pratica, lettore esterno dotato di un processore video sufficientemente veloce (quale sia esattamente non saprei dirvi) da riuscire a riprodurre agevolmente tutti i file che gli ho dato in pasto finora. (Mi raccomando, produttori, mai scrivere info secondarie come il tipo di processore nelle specifiche, eh? A chi vuoi che interessino?)

La figata:

- si collega a (quasi) qualunque HD esterno via USB, così è scalabile come storage.
- riproduce i file MKV con sottotitoli inclusi.
- uscita MPEG2/4, H.264 e WMV9 fino a 1920×1080p (full HD).
- la qualità sul mio tubo catodico è dignitosa persino passando per un convertitore scart scrauso.
- Come i DVD, ricorda il punto a cui eri arrivato quando hai fermato il file.
- Ha una funzione di ricerca.

Un po’ meno figata il fatto che:

- non riesco a formattare l’HD Western Digital (acquistato separatamente) in HFS, e la FAT32 non supporta video di oltre 4GB (alcuni rip da Blu-ray sono anche 8GB).
- no firewire.
- i menu e l’avanti/indietro veloce sono un po’ lenti.
- le interfacce utente sono ok ma non spettacolari.

Nel complesso funziona bene, è elegante, sembra affidabile, se si rompe l’hard disk non hai buttato dei soldi, ma va visto su un LCD full HD per capirne le vere potenzialità. Un po’ troppo windows-oriented, ma si può tollerare.

Costo: da 90 a 120€ (comprato da Media World) + il costo dell’HD (un WD 1 terabyte oggi vien via con meno di 100 euri). Totale 250€ per un accrocchio che dovrebbe coprire le tue esigenze per i prossimi due o tre anni.

Ci guardo i film di buona qualità e i video lunghi di lavoro (conferenze, ecc) ma per tutte le altre esigenze (video da youtube, robe veloci, snippet, clips) continuo a pensare che lo storage online + monitor sia la soluzione migliore, e per quelli conitnuo a usare Reeplay.it (che vi consiglio soprattutto se avete una Wii o Xbox, per browsarlo sul TV di casa).

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Xperia X1: impressioni d’uso su commissione

December 3rd, 2008 by vanz

Che fare la recensione di un cellulare alla fine si rivelasse un lavoro che ti porta via un sacco di tempo lo sapevo, ma non ho mai avuto uno smartphone touchscreen e volevo provarlo, quindi quando la multinazionalona (usando subdolamente il tenero Zioburp al quale non si può dire di no ;) ha proposto a tot persone di usarlo per qualche settimana, ho detto di sì. Smadonnandoci da subito, perché la rubrica simil-outlook che monta il telefono non prevede nessun sistema di importazione da formati standard, e per importare i mille e più contatti dal Nokia precedente son dovuto passare attraverso 2 software intermedi su XP.

Peraltro non è un caso che le uniche 2 cose che avevo chiarito preventivamente a Sony fossero:

a) che già non consideravo Windows XP e Vista veri sistemi operativi, figuriamoci Windows mobile
b) che adottarlo invece di Symbian mi sembrava una baggianata.

E qui tanto vale che ci togliamo subito il dente: ok che il telefono è mirato a una clientela business che presumibilmente usa Outlook, ma la scelta di adottare Windows mobile, oltre che tecnologicamente è anche commercialmente discutibile. Perché tra gli altri difetti (virus, crash, tendenza a imbolsirsi e corrompersi) Windows è un sistema chiuso, che rende difficile importazione e esportazione dei dati, che non se la cava bene con gli standard, che ha scarsa usabilità d’interfacce e che gestisce in modo maldestro alcune funzioni che su un cellulare sono vitali, come la rapidità di accesso (in termini di tempo e di numero di click) alle funzioni e alle informazioni. Anche se su quest’ultima cosa neanche Symbian se la cava granché bene.

Ne deriva che l’interazione tra difetti di Windows, scelte discutibili di programmazione del BIOS (o equivalente che gestisce le funzioni a basso livello nei cellulari) e qualche difettino del middleware Sony che gestisce i panel può causare qualche frustrazione a un utente poco tollerante e poco paziente come me, che al minimo problema di usabilità si innervosisce. Grave, per esempio, il fatto che il sistema non tenga in primo piano la schermata iniziale di inserimento del PIN, e che a causa di ciò capiti di trovarsi ad avere il telefono inattivo a lungo prima di ricordarsene.


un esempio della definizione della fotocamera

Peccato, perché l’hardware è ottimo, a tratti spettacolare: tutto in metallo solido, fotocamera 3.2 megapixel con obiettivo notevolissimo (ma gestita con troppa lentezza dal software) tastiera QWERTY completa tutta in metallo + tastierino software in due misure diverse (e che devo ammettere ho usato - tramite lo stilo - molto più di quella hardware, facendomi ripensare le mie esigenze reali). Inoltre, scrittura a mano libera e funzioni di riconoscimento della scrittura manuale che non ho nemmeno osato cercare di educare.

Naturalmente il fatto che sia un winphone fa sì che la disponibilità di software sia ampia: in mezza giornata sono riuscito a replicare la batteria di software che uso comunemente sul computer: opera mini (Firefox mobile non esiste, e usare Explorer non esiste), feed reader, gmail, google maps (sia con GPS esterno che con quello integrato del telefono, un po’ più lento a freddo), qik per le dirette video, nimbuzz per il messenger multipiattaforma, mobipocket perché io sono un pervertito e leggo gli ebook su cellulare, fring (che installo sempre ma non uso mai perché mi fa un po’paura), splash shopper di cui non posso più far senza, e Metro, che dà direzioni e indicazioni per tutti i mezzi pubblici del mondo ed è uno status symbol più che una utility.

Ma ancora una volta è sugli standard che Windows mostra la sua inadeguatezza: la sottospecie di Outlook installata non consente di importare nessun formato standard di calendario, né di fare la sincronizzazione online con Google calendar, iCal o Sunbird. E qui veniamo a chi è davvero utile l’X1: il fanatico di Outlook che vive esclusivamente all’interno delle possibilità date da Windows troverà (suppongo) soddisfacente l’integrazione con i software Microsoft e non avrà problemi, ma chi avesse la necessità di importare e usare standard aperti anche piuttosto basilari come feed rss, calendari ics, contatti di rubrica vcard o csv, probabilmente avrebbe non poche difficoltà a adattarsi a un ambiente chiuso agli standard di Rete.

Il che - ancora una volta - è un peccato, se si pensa che Sony avrebbe avuto non una ma due alternative: percorrere la via nota e testata (Symbian) che avrebbe consentito di sfruttare tutte le eccezionali caratteristiche hardware del telefono senza andare troppo a pesare sull’usabilità (e ho idea che con questo processore e questa RAM Symbian sarebbe stato quasi veloce), oppure osare - e questo mi sarebbe piaciuto davvero vederlo - magari attendendo qualche mese e facendo dell’X1 il primo telefono europeo con sistema operativo Android, che da quello che ho visto sul Google Phone è spettacolare ma soffre parecchio l’hardware scrausino HTC.

Invece la scelta è stata di andare a concorrere con l’iPhone con un sistema operativo non adeguato, in una fascia già affollata e, diciamolo, a livelli di prezzo che definire non accessibili a chiunque è un eufemismo. Il che significa che X1 sarà forse la scelta degli utenti business Windows irriducibili (in rapido calo) ma iPhone resterà più appetibile a tutte le altre fasce di mercato, in rapido aumento. E i dati di vendita negli States lo dimostrano.

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Lacie Silverscreen

March 14th, 2008 by vanz

Lacie silverscreen

Quattro mesi fa ho comprato un multimedia hard disk Lacie Silverscreen per guardarmi le serie TV. Ho scelto un Lacie perché so che Lacie è tradizionalmente un’azienda che presta attenzione agli utenti Mac. Non c’è voluto molto per rendermi conto che il Lacie riproduceva una buona metà dei file a scatti. Difettoso, ho concluso. Ho contattato l’assistenza e dopo un mese di dibattito sono andato personalmente fino in culo al mondo di Milano per accertarmi che l’assistenza capisse esattamente qual era il problema. Dopo più di un mese il responso dell’assistenza è stato: formattato con successo, settori verificati con successo. In pratica, mi hanno fatto un checkdisk. L’avevo già fatto, gliel’avevo pure detto.

Il che mi conferma una cosa: il multimedia hard drive Lacie non è affatto “multimedia”, ma un semplice hard drive con un processore e architettura inadeguata per riprodurre file video. Cioè un hard disk venduto a un prezzo più alto. E non mi sorprende affatto che Marco Formento sia giunto alla stessa conclusione, sullo stesso Lacie.

Quello che mi chiedo è: da qui al momento della mia (lontanissima) dipartita io spenderò tra casa e ufficio qualcosa come un centomila euro di hardware. Lacie si rende conto che per ciularmi la differenza di 50 euro tra un hard disk qualunque e uno multimedia, ignorando quello che avevo da dire sul prodotto, ha rinunciato a una qualunque percentuale di quei centomila euri, perché io mai più comprerò un qualunque prodotto Lacie da qui alla mia lontanissima dipartita? E soprattutto, gliene fregherà qualcosa?

E qualuno ha un multimedia hard drive che funzioni veramente, da consigliarmi, in modo che io possa fare un post che si intitola XXX è meglio di Lacie?

Update: anche Massimo Mantellini parla male di Lacie

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Gear4 + iPod

February 9th, 2008 by vanz

Gear4 + iPod

L’iPod manco ve lo spiego, ovviamente, ma quando sei in vacanza come fai? Ci sono decine di sound system che ospitano l’iPod, la maggior parte anche più potenti, ma il Gear4 ha la radio integrata con 5 preselezioni e per me questo fa la differenza. Compatto, telecomandato, con sveglia, buona qualità sonora. Come rapporto qualità/prezzo, (qui a 94€), il migliore che ho trovato finora.

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La talk radio

February 9th, 2008 by vanz

Radio RAI

Bella scoperta, dice. Sì, lo so, ma da quando ho abbandonato completamente la TV, informazione (?) compresa ho riscoperto i GR e soprattutto le trasmissioni di discussione sulle notizie del giorno, che sono diventate una compagnia fondamentale delle mie sere in cucina. In ordine di gradimento, Microfono Aperto di Radiopop (con contenuti user-generated nopn sempre di altissima qualità e competenza, la Zanzara di Radio 24 ( la migliore, se Cruciani non fosse un confindustriale iperliberista berlusconiano) e Zapping di Radio1, che ascolterei ancora se Forbice non fosse ormai completamente riconoglionito e gli ospiti non fossero quasi tutti di destra. Al sabato a pranzo, Fantasticamente, la migliore community radiofonica d’Italia. Per l’informazione, comunque, ora e sempre BBC.

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L’ampli T-Amp

February 9th, 2008 by vanz

T-Amp

Non sono un audiofilo, ma questo miniamplificatore di plastica da 46 euri ha rappresentato una rivoluzione nel mondo dell’Hi-fi e suona meglio di molti ampli di alta gamma. Ripeto, non sono un esperto, ma garantisco che fa, semplicemente, miracoli, sia con i CD attaccato alle Infinity, che con le Indiana Line da 100 euri collegato al portatile. Miracoloso. Si può comprare qui (c’è anche una versione più solida da 189 euri).

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I giacconi Carhartt

February 9th, 2008 by vanz

Carhartt Jacket

Non ho mai provato roba tecnica estrema tipo Patagonia per questioni di budget, ma il mio giaccone Carhartt del quale non trovo nemmeno più il modello è la cosa più resistente, calda e allo stesso tempo leggera e traspirante, e soprattutto protettiva da vento e acqua che abbia mai avuto. Lo ricomprerei domani.

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le Camper

February 9th, 2008 by vanz

Camper

Le scarpe che indosso più spesso da tre anni a questa parte e le più comode in assoluto per la pianta larga. Le Pelotas in inverno, e le Brothers (il modello qui sopra) in estate, che per quanto tendano a logorarsi dopo solo un anno sono le scarpe estive più comode che abbia mai indossato. Dopo un anno le usi come ciabatta da mare.

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HD media player e le serie TV

February 9th, 2008 by vanz

La qualità della TV è ai minimi storici, i multisala danno solo i blockbuster, Sky non passa che una piccola parte delle serie e non sempre in versione originale. La salvezza dell’entertainment per molti è stato bittorrent. Ma guardare le serie sul portatile è rottura di palle e attività solitaria: il divano è molto più comodo e social. Enters l’hard disk media player: un hard disk che si collega al televisore e si comanda con un telecomando. Io ho un Lacie che mi sta dando qualche problema un sacco di problemi, ma un buon media player è una soluzione fantastica per salvare le serate in famiglia e, ancora meglio, costringere i figli a imparare l’inglese.

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