Il GooglePhone: HTC Magic, la recensione del vanz
[Update: Mi è stato implicitamente suggerito di dichiarare come ho ottenuto il telefono, e visti i tempi che corrono mi sembra opportuno. L’ho comprato, coi miei soldi, 400 sudati euri sull’unghia, su eprice. Fattura eventualmente a disposizione.]
Prima di qualunque considerazione c’è un assunto che bisogna tenere presente: se la giocano Android e iPhone. Non c’è nessun altro sistema operativo al mondo che sia in grado di competere con le piattaforme mobili di Apple e Google. Symbian è stato ucciso dall’incapacità di Nokia di comprendere l’evoluzione del mercato, e Windows Mobile è nato e cresciuto in Crashlandia. Ma non staremo a infierire su WinMo: la Domanda è se sia meglio iPhone o HTC Magic.
Componenti e prezzo
Iniziamo subito dicendo che dal punto di vista componentistica e hardware HTC è probabilmente inferiore a iPhone (ma costa anche dai 2 ai 300 euro in meno). La fotocamera non è un granché e la batteria ha una durata irrisoria (anche se costa dieci dollari su ebay e la si può sostiture al volo con una fresca, cosa che iPhone non consente). L’aspetto però è piuttosto solido, il display di buona qualità, luminoso e con colori brillanti, e l’apparecchio è leggero ma solido, decisamente adeguato a un uso intensivo (per non parlare di molto più gradevole alla vista di quanto ci si aspetti normalmente da un HTC).
Batteria e autonomia
La batteria, soprattutto all’inizio, dura davvero poco. E’ un telefono che chiaramente non è stato progettato per un uso intensivo di GPS, Wifi o connessione UMTS, e se se ne vogliono sfruttare tutte le caratteristiche la doppia batteria è d’obbligo. Fortunatamente la batteria sostituibile e il fatto che si ricarichi via USB e non tramite cavo proprietario lo rende abbastanza versatile. Dopo qualche tempo la batteria acquisisce una vita più lunga, ma la sua durata è certamente il tallone d’Achille dell’intero telefono.
Voce
Pur non avendo componenti di qualità eccelsa, sia l’altoparlante da orecchio che quello esterno garantiscono una qualità sonora rispettabile e consentono di colloquiare tranquillamente anche in viva voce. A differenza di tutti gli ultimi Nokia che ho avuto, finalmente un telefono in cui si sente forte e chiaro.
Storage e musica
Il Magic usa una microSD espandibile fino a 32GB, il che lo rende una soluzione versatile per la musica a prezzi di storage contenuti. Naturalmente la gestione dei brani musicali si avvale di un player molto meno sofisticato di iTunes (e molto meno pesante). Il fatto che Android sia open però lascia la strada aperta a tutta una serie di possibili evoluzioni sul versante musicale. Il Magic usa la connessione USB anche per gli auricolari (il che non consente di usare auricolari esterni di qualità) ma vista la durata della batteria sconsiglierei comunque di usarlo al posto di un iPod.
Tastiera
Era il mio timore principale: abituato alle tastiere fisiche, l’idea di rinunciarvi e il timore di tastiere software imprecise e inusabili era quasi intollerabile (è la ragione per cui ho atteso tutto questo tempo). Se è vero che la tastiera software del Magic non mi consente di digitare velocemente coi due pollici come facevo col Nokia E61i, è anche vero che si comporta dignitosamente e con un po’ di pratica, educandola al proprio modo di digitare, consente di lavorarci senza enormi problemi. E’ comunque un handicap: i tasti vicini al margine dello schermo sono difficili da pigiare, e questo è un difetto che si sente. Nel complesso non ci si trova subito a proprio agio, ma dopo un po’ di pratica un breve post è fattibile (il dizionario e i suggerimenti automatici sono di grande aiuto e funzionano bene). Ottima GUI, ottima esperienza, usabilità e accesso alle funzioni importanti anche in italiano. Ancora una volta sono i software sviluppati dalla community a fare la differenza: si possono scaricare tastiere custom di tutti i tipi. Nel complesso, la tastiera software è un compromesso, sì.
Open VS closed
La ragione principale per cui ho scelto Android su Apple è che mi aspetto grandi cose - soprattutto grandi libertà - dalla community degli sviluppatori, mentre con un sistema chiuso e controllato come OSX Apple può (e lo fa) gestire in modo autoritario la piattaforma, vietando sviluppi e applicazioni promettenti a causa di scelte commerciali, protezionistiche o semplicemente stupide. Nel 2009 i walled garden non sono più tollerabili: Android diventa quindi anche una scelta politica o - come minimo - di ecologia della rete.
Integrazione con i servizi Google
Naturalmente è l’argomento centrale e punto forte della piattaforma: l’implementazione di Gmail, Google maps - anche le mappe personalizzate, utilissime - Picasa e Calendar è praticamente perfetta (e sì, superiore a quella su iPhone, ché in Google mica son scemi). Usarli è un godimento, la sincronizzazione dei contatti dalla rubrica di gmail totalmente invisibile: tutto è automatico e immediatamente accessibile. E sono in arrivo, si spera, anche Google Wave e Google Voice (l’integrazione con Gvoice sarà spettacolare, davvero non vedo l’ora).
Software e interfacce
Le interfacce sono il secondo punto forte della piattaforma. Nelle piattaforme per computer, Win* è sempre stato poco usabile e Linux carente quanto ad accessibilità delle interfacce utente. Oggi il predominio delle mitiche interfacce grafiche e usabilità di Apple è finalmente messo in discussione. Android è progettato con la massima attenzione alla user experience, disegnato in modo da tenere tutte le funzioni e applicazioni al minimo numero possibile di clic di distanza senza mai fare compromessi di usabilità, senza mai finire in un vicolo cieco o non avere accesso alle funzioni contestualmente utili. Questo senza entrare nel discorso delle possibilità che si aprono a chi, esperto di Linux/GNU Unix, volesse accedere al sistema operativo in modalità testuale, attraverso un accesso di Root che su un iPhone rappresenterebbe una violazione (jailbreaking) sanzionabile sia dal produttore che dall’operatore. Qui sembra essere tutto MOLTO più libero, per lo smanettone.
Multitasking
Un punto su cui iPhone cade(va?) era la scelta di non consentire di tenere aperta più di un’applicazione, per salvaguardare la qualità del servizio (molte app aperte rallentano troppo Mac OSX per i gusti di Apple). Android non ha problemi simili (le app pesano poche decine di Kb e non si percepiscono mai rallentamenti o crash) per cui Android fa la scelta opposta: qualunque software apri resta aperto in background e sempre immediatamente disponibile, anche se in effetti lo startup delle applicazioni non richiede mai più di 2 secondi (un sogno, per l’utente Symbian o Win*). Sull’Android Market ci sono diverse app gratuite per la gestione dei task aperti in background: io uso TasKiller (più per questioni di ordine mentale che per reale necessità: troppe applicazioni aperte non sembrano rallentare affatto la CPU).
Insomma, velocissimo, stabilissimo: esattamente quello che ci si aspetta da un sistema operativo Linux-based. Un altro mondo rispetto alla lentezza congenita di Symbian e a Windows Mobile, lento, macchinoso e in continuo crash.
Android Market
l’iTunes store di Google è naturalmente meno ricco di scelte (anche se ci sono centinaia se non migliaia di software gratuiti a disposizione), ma è una delle cose che promettono di crescere più in fretta: è inevitabile che nascano sempre più applicazioni che, grazie al fatto di partire su un sistema open, si troveranno a competere seriamente con Apple (già lo fanno: il metal detector, che usa la bussola interna del Magic, non è disponibile su OSX, e la presenza di un GPS vero è competitiva anche grazie alle tante applicazioni che lo sfruttano).
Per chi è
Per chi usa molto intensamente i servizi Google e vuole la migliore esperienza possibile in mobilità. Android è decisamente la scelta migliore per chi usa più i servizi software in the cloud che quelli basati su installazione locale.
Per chi vuole la massima libertà e il massimo possibile delle scelte - anche quelle discutibili - senza dover subire le limitazioni imposte oggi e che saranno imposte domani da Apple.
Per chi crede e vuole incoraggiare il software libero senza dover rinunciare minimamente a usabilità e interfacce (sono convinto che come GUI e user experience Android è già all’altezza di OSX).
Per chi non è
Per chi non vuole rinunciare all’estetica Apple.
Per chi tiene alla massima integrazione con iTunes, iPhoto e gli altri software “locali” Apple (MobileMe non mi pare stia avendo sto successone),
Per chi usa solo Apple per questioni religiose.
Conclusione
La tastiera è un po’ noiosa (anche su iPhone, peraltro) e la batteria decisamente inadeguata, ma - a parità di usabilità e user experience - per avere sempre con me l’accesso ai miei dati online preferisco usare una batteria di riserva che tenere in tasca un telefono più grosso e pesante, che dipende per molte cose (la ricarica, per esempio) dalla presenza di un portatile, e col quale non posso fare altro che quello che mi consente il produttore. L’integrazione con i servizi Google è, come dicono gli inglesi, seamless. E ciò può solo migliorare.
Quindi, HTC Magic promosso: non solo è l’unica alternativa a iPhone, non solo costa 200 euro di meno, ma credo proprio di preferirlo, filosoficamente.
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